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28-05-2014

addio al reato di clandestinità, si alla messa alla prova

si di Montecitorio con 332 sì, 104 no e 22 astenuti.
Sì definitivo della Camera al ddl sulle pene alternative al carcere, che contiene, fra l’altro, anche la depenalizzazione dell’immigrazione clandestina e la "messa alla prova". L'istituto, già conosciuto nel rito minorile, comporta l'eliminazione delle conseguenze del reato (anche mediante il risarcimento del danno, ove possibile) e consiste nell’affidamento ai servizi sociali per lo svolgimento di un programma di lavori di pubblica utilità, cioè svolti gratuitamente in favore della collettività. Il Giudice può anche stabilire che sia sviolta, tra l’altro, attività di volontariato  di  rilievo  sociale, ovvero l’osservanza di prescrizioni relative ai  rapporti  con  il  servizio sociale o con una struttura sanitaria, alla dimora, alla libertà di movimento, al divieto di frequentare determinati locali. L’esito positivo della prova estingue il reato per cui si  procede (non anche però le sanzioni amministrative accessorie, ove previste dalla legge).
L'istituto è applicabile per tutti i reati puniti con la pena edittale pecuniaria o detentiva  non  superiore nel massimo a quattro anni, sola, congiunta o alternativa  alla  pena pecuniaria, nonche’per i una serie di reati specificamente previsti dal codice di  procedura  penale.
La legge, entrata in vigore il 17 maggio, ha la finalità di eliminare il carico dei procedimenti e di ridurre il peso dei detenuti nelle carceri: le strutture penitenziarie attive sul territorio nazionale sono 205, il numero dei detenuti presenti alla data odierna è di 60.167, mentre la capienza regolamentare complessiva sarebbe di 48.309 posti detentivi.
La finalità perseguita è quindi quanto mai stringente: vedremo ora se, all'applicazione pratica, l'istituto darà i risultati sperati...

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